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Crypto guide

Tasse criptovalute Italia 2026: guida completa

By Matilde FerreiraUpdated · 18 min

Tasse criptovalute Italia 2026: Legge 197/2022, aliquote 26% e 33%, Quadro RW, Quadro RT, imposta sulle cripto-attività del 2 per mille, staking, airdrop, software, esempi pratici.

In Italia, dal 1° gennaio 2023, le cripto-attività hanno un regime fiscale proprio, introdotto dalla legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di bilancio 2023, art. 1, commi da 126 a 147) e spiegato dall'Agenzia delle Entrate nella circolare 30/E del 27 ottobre 2023. Per chi detiene cripto nel 2026 gli obblighi principali sono quattro: indicare ogni wallet o conto nel Quadro RW (monitoraggio fiscale), dichiarare plusvalenze e altri proventi nel Quadro RT (redditi diversi), pagare l'imposta sul valore delle cripto-attività del 2 per mille (oppure l'imposta di bollo, se le cripto sono presso un intermediario italiano che la applica) e trattare correttamente staking, lending, airdrop e mining. Le aliquote sono fissate dalla legge: 26% sulle plusvalenze realizzate fino al 31 dicembre 2025, cioè quelle che dichiari nel 2026, e 33% su quelle realizzate dal 1° gennaio 2026 (art. 1, comma 24, L. 207/2024), con il 26% mantenuto per i token di moneta elettronica in euro. Questa guida riassume le regole e non sostituisce il parere di un commercialista.

La cornice normativa: Legge di Bilancio 2023 e circolare AdE 30/E

Prima del 2023 l'Italia non aveva una disciplina fiscale specifica per le criptovalute. L'Agenzia delle Entrate, a partire dalla risoluzione 72/E del 2 settembre 2016, applicava per analogia le regole sulle valute estere e chiariva i singoli casi con risposte a interpello. Per le persone fisiche le cessioni "a termine" erano sempre tassabili, mentre le cessioni "a pronti" lo erano solo se la giacenza media dei wallet superava 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi continui nell'anno (art. 67, comma 1-ter, TUIR). Il Quadro RW, invece, andava compilato comunque (circolare 30/E, paragrafi 2.3.1 e 2.3.5).

La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 126-147), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre 2022 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2023, ha introdotto il primo regime organico per le "cripto-attività". Il comma 126 ha aggiunto all'art. 67 del TUIR la lettera c-sexies, che le definisce come "una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga". La definizione è ampia: secondo la circolare 30/E vi rientrano criptovalute, stablecoin, utility token e NFT. Fanno eccezione gli NFT che rappresentano un'opera dell'ingegno ceduti dal loro autore, che producono reddito di lavoro autonomo o, se l'attività non è abituale, redditi diversi della lettera l), e i security token che sono strumenti finanziari, che restano nelle regole dei redditi finanziari. Il comma 127 regola invece le operazioni eseguite prima del 2023.

La circolare dell'Agenzia delle Entrate 30/E del 27 ottobre 2023 è il principale documento di prassi sul nuovo regime. Chiarisce quando una permuta è tassabile, come si trattano lo staking e le stablecoin, come funzionano la rideterminazione del costo, il monitoraggio, l'imposta di bollo applicata dagli intermediari italiani e l'imposta sul valore delle cripto-attività. Non contiene indicazioni su airdrop e hard fork. Dal 1° gennaio 2027 le stesse regole passano nei nuovi testi unici (D.Lgs. 117/2026 per le imposte sui redditi, D.Lgs. 123/2025 per l'imposta sul valore delle cripto-attività): cambia la numerazione degli articoli, non il contenuto delle regole.

I quattro obblighi fiscali per chi detiene criptovalute in Italia

1. Quadro RW: monitoraggio fiscale

Nel Quadro RW del Modello Redditi PF indichi le cripto-attività detenute nell'anno, a prescindere da dove e come sono conservate (art. 4, comma 1, DL 167/1990, modificato dal comma 129). L'obbligo vale anche se non hai realizzato plusvalenze e anche per le cripto cedute in corso d'anno. Per le cripto-attività non esiste una soglia di esonero: quella di 15.000 euro riguarda solo depositi e conti correnti bancari esteri. Secondo le istruzioni del Modello Redditi PF 2026, la compilazione prevede:

  • Una riga per ogni wallet, conto digitale o altro sistema di conservazione, con il codice 21 "cripto-attività" in colonna 3 (il codice dello Stato estero in colonna 4 non è obbligatorio per le valute virtuali)
  • Il valore in euro all'inizio dell'anno o al primo giorno di detenzione (colonna 7) e al 31 dicembre o alla fine della detenzione (colonna 8)
  • La quota di possesso (colonna 5) e i giorni di detenzione (colonna 10), che servono a calcolare l'imposta sulle cripto-attività
  • L'imposta calcolata e quella dovuta (colonne 33 e 34), oppure la casella della colonna 16 se compili il rigo solo per il monitoraggio

Attenzione: il Quadro RW si compila anche per le cripto-attività detenute presso intermediari italiani. L'esonero scatta solo se l'intermediario residente le ha in amministrazione o in gestione e applica lui stesso le ritenute o l'imposta sostitutiva sui redditi (art. 4, comma 3, DL 167/1990; circolare 30/E, paragrafi 2.3.5 e 3.4). Non vanno indicate le cripto di cui puoi dimostrare lo smarrimento o il furto delle chiavi private con una denuncia all'autorità di pubblica sicurezza. Chi presenta il 730 trova gli stessi adempimenti nel quadro W, e le plusvalenze nel quadro T (Agenzia delle Entrate, 730/2026).

2. Quadro RT: plusvalenze realizzate

Plusvalenze e altri proventi da cripto-attività sono redditi diversi (art. 67, comma 1, lettera c-sexies, TUIR) e si dichiarano nel Quadro RT, sezione V-A, del Modello Redditi PF. La norma tassa i redditi "realizzati mediante rimborso o cessione a titolo oneroso, permuta o detenzione". In pratica generano una plusvalenza o una minusvalenza:

  • La vendita di una cripto-attività in cambio di euro o di un'altra valuta fiat
  • Lo scambio con una cripto-attività che ha caratteristiche e funzioni diverse, per esempio bitcoin contro un e-money token come USDC o EURC (entrambi iscritti come token di moneta elettronica nel registro MiCA dell'ESMA), oppure una criptovaluta contro un NFT
  • L'uso di una cripto-attività per pagare beni o servizi
  • Il rimborso della cripto-attività da parte dell'emittente, salvo il rimborso in euro al valore nominale dei token di moneta elettronica in euro

Non è invece fiscalmente rilevante la permuta tra cripto-attività "aventi eguali caratteristiche e funzioni": la circolare 30/E cita l'acquisto di ether con bitcoin e lo scambio tra due NFT. In questi casi la cripto ricevuta prende il costo fiscale di quella ceduta. Per la circolare non è tassabile nemmeno lo scambio tra una criptovaluta e un asset-referenced token. Dal 2026 la legge precisa che non generano plusvalenze o minusvalenze la conversione tra euro e token di moneta elettronica in euro e il loro rimborso in euro al valore nominale (art. 1, comma 24, L. 207/2024, come modificato dalla L. 199/2025). La donazione non è una cessione a titolo oneroso: chi riceve le cripto assume come costo quello sostenuto dal donante, e sulla donazione può essere dovuta l'imposta sulle successioni e donazioni (circolare 30/E, paragrafo 3.7.4).

La plusvalenza è la differenza tra il corrispettivo (o il valore normale delle cripto ricevute in permuta) e il costo di acquisto (art. 68, comma 9-bis, TUIR). Il costo va documentato con elementi certi e precisi; se manca, è pari a zero. A differenza di quanto avviene per le azioni, commissioni e altri oneri di acquisto e vendita non si sommano al costo. Se hai comprato la stessa cripto in momenti diversi, nel regime dichiarativo il costo si determina con il metodo LIFO: si considerano cedute per prime le unità acquistate più di recente (circolare 30/E, paragrafo 3.2.1). Il costo medio ponderato si usa invece quando è un intermediario ad applicare l'imposta in regime di risparmio amministrato. Plusvalenze e minusvalenze dell'anno si sommano algebricamente; le minusvalenze in eccesso si riportano in deduzione fino al quarto periodo d'imposta successivo, a condizione di indicarle nella dichiarazione dell'anno in cui le hai realizzate. Dal 1° gennaio 2025 non c'è più alcuna franchigia: la soglia di 2.000 euro, che valeva sia per le plusvalenze sia per il riporto delle minusvalenze, è stata eliminata dall'art. 1, comma 25, L. 207/2024.

Le aliquote dell'imposta sostitutiva sono stabilite dalla legge:

  • 26% sulle plusvalenze e sugli altri proventi realizzati fino al 31 dicembre 2025, cioè quelli che dichiari nel 2026
  • 33% su quelli realizzati dal 1° gennaio 2026 (art. 1, comma 24, L. 207/2024), che dichiarerai nel 2027
  • 26%, anziché 33%, sui redditi da token di moneta elettronica denominati in euro, cioè ancorati all'euro e con riserve interamente in euro presso soggetti autorizzati nell'Unione europea (art. 1, comma 28, L. 199/2025). Gli stablecoin in dollari, come USDC e USDT, restano al 33%

Nel regime dichiarativo l'imposta sostitutiva si versa con F24 alla scadenza del saldo delle imposte sui redditi, con il codice tributo 1715 (risoluzione 36/E del 26 giugno 2023).

3. Imposta sul valore delle cripto-attività: 2 per mille sul valore al 31 dicembre

Per le cripto-attività su cui nessun intermediario italiano applica l'imposta di bollo (self-custody, exchange esteri, wallet software) è dovuta l'imposta sul valore delle cripto-attività, introdotta dal comma 146 della legge di bilancio 2023 nell'art. 19, comma 18, DL 201/2011. In sintesi:

  • È pari al 2 per mille (0,20%) del valore al 31 dicembre, o al termine del periodo di detenzione se hai ceduto le cripto prima, in proporzione ai giorni di detenzione e alla quota di possesso
  • Il valore è quello rilevato sull'exchange dove hai acquistato; in mancanza, su una piattaforma analoga o su siti specializzati nella rilevazione dei prezzi; se non c'è un valore di mercato, si usa il costo di acquisto
  • Si calcola nel Quadro RW (colonne 33 e 34, rigo RW8) e si versa con F24 alle stesse scadenze dell'IRPEF: codice 1727 per il saldo, 1728 e 1729 per gli acconti
  • Non si versa se l'importo dovuto non supera 12 euro

Se invece le cripto sono presso un intermediario o un prestatore di servizi italiano che applica l'imposta di bollo (sempre 2 per mille annuo, art. 13, comma 2-ter, della Tariffa allegata al DPR 642/1972, modificato dal comma 144), l'imposta sul valore delle cripto-attività non è dovuta e il Quadro RW si compila solo per il monitoraggio, barrando la colonna 16 (circolare 30/E, paragrafi 3.7.2 e 3.7.3).

Per un esempio numerico: se al 31 dicembre 2025 detenevi in un wallet personale 5.000 euro di Bitcoin, 3.000 euro di Ethereum e 2.000 euro di USDC, tutti posseduti per l'intero anno, l'imposta sulle cripto-attività è 20 euro (10.000 x 0,2%). Supera 12 euro, quindi si versa con il codice 1727.

4. Redditi da staking, lending, airdrop, mining

Oltre alle plusvalenze, la lettera c-sexies tassa gli "altri proventi" derivanti dalla detenzione di cripto-attività, alla stessa aliquota. Tra questi casi la circolare 30/E chiarisce solo lo staking; sugli altri le indicazioni ufficiali sono scarse, e per le situazioni complesse è opportuno consultare un commercialista esperto in cripto.

  • Staking: le ricompense ricevute da un exchange o da un validator sono redditi diversi (art. 67, lettera c-sexies, TUIR), tassati nell'anno in cui le percepisci sull'importo lordo, compresa la quota trattenuta dalla piattaforma (art. 68, comma 9-bis, TUIR; circolare 30/E, paragrafi 2.3.4 e 3.1). La vecchia qualificazione come redditi di capitale vale solo per le ricompense accreditate fino al 31 dicembre 2022. Si dichiarano nel Quadro RT insieme alle plusvalenze.
  • Lending DeFi (es. prestare USDC su Aave o Compound): la circolare 30/E non lo cita in modo espresso. Ricorda però che, per le cripto-attività, la legge non distingue più tra redditi di capitale e redditi diversi e riconduce alla lettera c-sexies anche gli altri proventi da detenzione. Manca un chiarimento specifico sugli interessi da lending: valutali con il commercialista.
  • Airdrop: né la legge né la circolare 30/E li trattano in modo specifico, quindi non c'è una regola ufficiale su quando e su quale valore vadano tassati come reddito. I token ricevuti vanno comunque indicati nel Quadro RW e rientrano nell'imposta sulle cripto-attività.
  • Mining (BTC PoW, principalmente): la risposta a interpello n. 508 del 2022, resa a una società, considera il mining fuori dal campo IVA e fa concorrere i compensi al reddito imponibile dell'impresa. La circolare 30/E tratta il mining solo ai fini IVA: per il mining occasionale di un privato manca un chiarimento sulle imposte dirette.
  • Launchpool e farm DeFi: la circolare 30/E non tratta queste ricompense in modo specifico. Casistica complessa, conviene il commercialista.

Esempi pratici di dichiarazione

Esempio 1: il principiante con buy-and-hold

Mario, residente in Italia, ha comprato su un exchange estero 1.000 euro di Bitcoin a marzo 2025 e 500 euro di USDC a giugno 2025. Non ha venduto nulla nell'anno. Al 31 dicembre 2025 le sue cripto-attività valgono 1.200 euro di BTC + 500 euro di USDC, totale 1.700 euro.

Obblighi di Mario per la dichiarazione 2026 (riferita al 2025):

  • Quadro RW: compila il rigo con codice 21, con il valore al primo giorno di detenzione, il valore al 31 dicembre 2025 (1.700 euro in totale) e i giorni di detenzione.
  • Quadro RT: non compila perché non ci sono plusvalenze realizzate.
  • Imposta sulle cripto-attività: al massimo 3,40 euro (1.700 x 0,2%), e in realtà meno, perché va rapportata ai giorni di detenzione. Non supera 12 euro, quindi non si versa; il Quadro RW va compilato lo stesso.
  • Imposta su plusvalenze: zero (nessuna realizzazione).

Esempio 2: il trader attivo

Laura, residente in Italia, ha fatto 50 operazioni nel 2025 su exchange esteri. Ha realizzato 8.000 euro di plusvalenze nette (somma algebrica di plusvalenze e minusvalenze). Al 31 dicembre 2025 detiene cripto per 15.000 euro.

Obblighi di Laura per la dichiarazione 2026:

  • Quadro RW: una riga per ogni exchange o wallet usato nell'anno, compresi quelli svuotati, con valori iniziali e finali; al 31 dicembre il portafoglio vale 15.000 euro.
  • Quadro RT: dichiara la plusvalenza netta di 8.000 euro.
  • Imposta sulle cripto-attività: 30 euro (15.000 x 0,2%) se quelle cripto sono rimaste in portafoglio tutto l'anno, più la quota, in proporzione ai giorni, sulle cripto cedute in corso d'anno. Supera 12 euro, quindi si versa con il codice 1727.
  • Imposta sulla plusvalenza: 2.080 euro (8.000 x 26%), con F24 codice 1715. La stessa plusvalenza realizzata nel 2026 costerebbe 2.640 euro (8.000 x 33%).

Esempio 3: lo staker

Giovanni ha tenuto ETH in staking su un exchange estero per l'intero 2025. Ha ricevuto premi periodici per un totale di 200 euro (valore in euro di ciascun premio al momento dell'accredito). Ha anche venduto 500 euro di BTC con una plusvalenza di 150 euro.

Obblighi di Giovanni:

  • Quadro RW: indica ETH e BTC, compresi i BTC venduti in corso d'anno (valore alla data di cessione).
  • Quadro RT: dichiara nella sezione V-A sia i 150 euro di plusvalenza su BTC sia i 200 euro di premi di staking, che sono redditi diversi tassati al lordo.
  • Imposta sostitutiva: 91 euro (350 x 26%), con F24 codice 1715.
  • Imposta sulle cripto-attività: 0,2% del valore del portafoglio al 31 dicembre (o alla data di cessione), in proporzione ai giorni di detenzione; si versa solo se il totale supera 12 euro.

Rideterminazione del costo e regolarizzazione

La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto due procedure transitorie, oggi entrambe chiuse. La rideterminazione del costo è stata poi riproposta una volta dalla legge di bilancio 2025.

Rideterminazione del costo di acquisto (art. 1, commi 133-137)

Permetteva a chi era in regola con il Quadro RW di assumere come costo, al posto di quello storico, il valore al 1° gennaio 2023 delle cripto-attività possedute a quella data, pagando un'imposta sostitutiva del 14% su quel valore. Andavano rideterminate tutte le unità della stessa cripto. Conveniva soprattutto a chi aveva un costo molto basso o non documentato. Il termine, fissato al 30 giugno 2023, è stato prorogato al 30 settembre 2023 (DL 51/2023) e poi al 15 novembre 2023 (DL 132/2023), con pagamento possibile in tre rate annuali (circolare 30/E, paragrafo 3.6). La legge di bilancio 2025 ha riproposto l'opzione per le cripto possedute al 1° gennaio 2025, con imposta sostitutiva del 18% sul valore a quella data, da versare entro il 30 novembre 2025 (art. 1, commi 26-29, L. 207/2024). In entrambi i casi il valore rideterminato non consente di realizzare minusvalenze deducibili. La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) non ha riaperto la rideterminazione: il suo unico intervento sui redditi da cripto-attività è il comma 28 sui token di moneta elettronica in euro.

Regolarizzazione di cripto-attività non dichiarate pregresse (art. 1, commi 138-142)

Permetteva di sanare la mancata indicazione nel Quadro RW delle cripto-attività detenute fino al 31 dicembre 2021 e gli eventuali redditi non dichiarati. Chi aveva omesso solo il Quadro RW pagava una sanzione ridotta dello 0,5% del valore delle cripto alla fine di ciascun anno; chi aveva omesso anche i redditi pagava in più un'imposta sostitutiva del 3,5% del valore a fine anno (o al termine della detenzione) per ogni anno interessato. Bisognava dimostrare la provenienza lecita delle somme investite. L'istanza andava presentata via PEC entro il 30 novembre 2023, con pagamento in unica soluzione (circolare 30/E, paragrafo 4): la procedura è chiusa. Per le omissioni successive resta il ravvedimento operoso (vedi le domande frequenti).

Software per il calcolo delle tasse cripto in Italia

Il regime ordinario è quello dichiarativo: calcoli e versi tu le imposte. Le eccezioni sono due. L'intermediario italiano che applica l'imposta di bollo ti solleva solo dall'imposta sulle cripto-attività. Con il regime del risparmio amministrato, che la legge di bilancio 2023 ha esteso alle cripto-attività (art. 6 D.Lgs. 461/1997, modificato dal comma 128), è invece l'operatore residente ad applicare l'imposta sostitutiva sui redditi, e per quelle cripto il Quadro RW non è dovuto (circolare 30/E, paragrafi 3.2, 3.2.2 e 3.4). Negli altri casi puoi automatizzare il calcolo con software che importano i movimenti da exchange e wallet. Qui sotto riportiamo solo ciò che dichiarano i loro siti (ottobre 2026):

  • Finbooks (ex CryptoBooks, di XBOOKS s.r.l., Bari): il sito annuncia il passaggio da CryptoBooks a Finbooks e offre i quadri RW/W, RT/T e RM/M precompilati, con collegamento di broker, exchange e wallet e report da inviare al commercialista. I piani sono annuali e variano per numero di transazioni, con una prova gratuita di 7 giorni.
  • Okipo: il sito, che riporta una partita IVA italiana, indica oltre 80 integrazioni dirette tra exchange, wallet e blockchain, un file di import per le altre piattaforme e quadri fiscali precompilati da consegnare al commercialista.
  • Koinly (internazionale): il sito italiano indica oltre 900 integrazioni e un report per presentare il Modello Redditi PF o il 730; il piano gratuito importa fino a 10.000 transazioni e mostra un'anteprima delle imposte, mentre il report si scarica con un piano a pagamento.

Questi servizi lavorano sui movimenti importati da exchange e wallet, tramite collegamento diretto o file CSV. Importante: includi nell'export anche le operazioni di Earn, staking, Launchpool, P2P e Pay (es. Binance Pay), perché possono avere un trattamento fiscale diverso dalle compravendite. Per DEX e protocolli DeFi (Uniswap, Aave, Compound) verifica che il software supporti la blockchain e il protocollo che usi; in caso contrario dovrai caricare i movimenti a mano.

Errori comuni e come evitarli

  • Sbagliare sulle conversioni cripto-cripto: lo scambio tra cripto con eguali caratteristiche e funzioni (BTC → ETH, ETH → SOL) non è fiscalmente rilevante, mentre lo è lo scambio tra una criptovaluta e un e-money token (USDC → BTC, BTC → EURC) o un NFT. Dichiarare solo le vendite in euro non basta.
  • Dimenticare il Quadro RW per cripto in self-custody: l'obbligo si applica anche alle cripto-attività detenute in autocustodia (Ledger, Trezor, MetaMask), non solo a quelle su exchange, e non ha una soglia minima.
  • Confondere il valore di mercato con il costo di acquisto: la plusvalenza è valore di cessione meno costo di acquisto, NON valore di cessione meno valore corrente di mercato. Conserva la prova del costo di ogni acquisto: senza documentazione il costo è zero, e le commissioni non si possono sommare.
  • Saltare l'imposta sulle cripto-attività: è dovuta anche in assenza di operazioni, indipendentemente dal risultato economico, se nessun intermediario italiano ha applicato il bollo e se l'importo supera 12 euro.
  • Dimenticare gli airdrop: anche i token ricevuti gratis vanno indicati nel Quadro RW e rientrano nell'imposta sulle cripto-attività. Per la tassazione come reddito manca una regola ufficiale specifica, quindi conserva data e valore di ricezione.
  • Usare un'aliquota sbagliata: 26% per quanto realizzato fino al 31 dicembre 2025, 33% dal 1° gennaio 2026, 26% per i token di moneta elettronica in euro.

Quando consultare un commercialista

Le dichiarazioni semplici (buy-and-hold di pochi asset, poche operazioni nell'anno) sono gestibili autonomamente con l'aiuto di un software di calcolo. Conviene consultare un commercialista esperto in cripto-attività quando:

  • Hai operato su DeFi (lending, yield farming, liquidity pool, governance staking)
  • Hai ricevuto airdrop significativi (oltre qualche centinaio di euro)
  • Hai venduto NFT o partecipato a mint con plusvalenze
  • Operi in mining o staking come attività professionale
  • Hai usato la rideterminazione del valore (commi 133-137 della L. 197/2022 o commi 26-29 della L. 207/2024) o la regolarizzazione (commi 138-142 della L. 197/2022)
  • Hai cripto-attività detenute presso piattaforme fallite (es. FTX, Celsius) e devi valutare il trattamento della perdita
  • Sei un trader attivo con centinaia di operazioni e devi ricostruire il costo con il metodo LIFO su più wallet

Domande frequenti

Devo dichiarare le criptovalute anche se non ho venduto nulla?
Sì. Il Quadro RW va compilato per tutte le cripto-attività detenute nell'anno, anche in assenza di operazioni e anche per quelle cedute prima del 31 dicembre. Sullo stesso valore si calcola l'imposta sul valore delle cripto-attività del 2 per mille, che però non si versa se non supera 12 euro e non è dovuta se un intermediario italiano ha già applicato l'imposta di bollo. Le plusvalenze (Quadro RT) si dichiarano solo se realizzate.
Le criptovalute in self-custody (Ledger, MetaMask) vanno dichiarate?
Sì. Quadro RW e imposta sul valore delle cripto-attività si applicano indipendentemente da dove e come conservi le cripto: hardware wallet, wallet software, exchange italiano o estero (circolare 30/E, paragrafi 3.4 e 3.7.3). Per self-custody ed exchange esteri l'imposta la versi tu con F24 (codice 1727); presso un intermediario italiano che applica il bollo, l'imposta non è dovuta e il Quadro RW serve solo al monitoraggio.
Le conversioni tra criptovalute sono tassate?
Dipende dal tipo di cripto-attività. Lo scambio tra cripto con eguali caratteristiche e funzioni, per esempio bitcoin contro ether, non è fiscalmente rilevante: la cripto ricevuta prende il costo di quella ceduta. È invece tassabile lo scambio tra una criptovaluta e un e-money token (USDC, EURC) o un NFT, oltre alla vendita in euro e al pagamento di beni e servizi. In questi casi la plusvalenza è il valore della cripto ceduta al momento dello scambio meno il suo costo di acquisto (art. 67, lettera c-sexies, TUIR; circolare 30/E, paragrafo 3.1).
Qual è l'aliquota sulle plusvalenze cripto in Italia?
26% sulle plusvalenze e sugli altri proventi realizzati fino al 31 dicembre 2025, che dichiari nel 2026. 33% su quelli realizzati dal 1° gennaio 2026 (art. 1, comma 24, L. 207/2024). Per i token di moneta elettronica denominati in euro resta il 26% (art. 1, comma 28, L. 199/2025), mentre gli stablecoin in dollari sono al 33%. Dal 2025 non esiste più la franchigia di 2.000 euro.
Le perdite da exchange fallito (FTX, Celsius) sono deducibili?
Non c'è una regola specifica. La lettera c-sexies tassa plusvalenze e proventi realizzati con rimborso, cessione, permuta o detenzione, e la circolare 30/E precisa che la legge non dà rilevanza alle perdite in quanto tali: per esempio lo smarrimento o il furto delle chiavi private non è un evento fiscalmente rilevante. Per i crediti verso piattaforme fallite manca un chiarimento ufficiale, quindi il trattamento di un eventuale rimborso parziale ottenuto nella procedura va valutato caso per caso. Consulta un commercialista esperto.
Posso compensare minusvalenze cripto con plusvalenze azionarie?
No. Le minusvalenze da cripto-attività si compensano solo con plusvalenze e proventi da cripto-attività, dello stesso anno o dei quattro successivi, a condizione di indicarle nella dichiarazione dell'anno in cui le realizzi. La circolare 30/E (paragrafo 3.2.1) esclude la compensazione con i redditi diversi di natura finanziaria delle lettere da c) a c-quinquies dell'art. 67 TUIR, come le plusvalenze su azioni e obbligazioni.
Qual è la sanzione se non dichiaro le criptovalute?
Dipende dalla violazione. Per l'omessa compilazione del Quadro RW la sanzione va dal 3% al 15% degli importi non dichiarati (art. 5, comma 2, DL 167/1990, norma non modificata dalla riforma delle sanzioni del 2024); per le cripto-attività non si applica il raddoppio previsto per i paradisi fiscali, e se la dichiarazione arriva entro 90 giorni dalla scadenza la sanzione è di 258 euro. Se presenti la dichiarazione ma ometti le plusvalenze nel Quadro RT, la sanzione per dichiarazione infedele è del 70% della maggiore imposta, con un minimo di 150 euro, per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 (prima andava dal 90% al 180%). Se non presenti affatto la dichiarazione, la sanzione è del 120% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro (art. 1, D.Lgs. 471/1997). Con il ravvedimento operoso le sanzioni si riducono a una frazione del minimo, tanto più ampia quanto prima regolarizzi; per i tributi amministrati dall'Agenzia delle Entrate è possibile finché non ti viene notificato un atto di liquidazione o di accertamento, comprese le comunicazioni degli esiti dei controlli automatici e formali (art. 13, comma 1-ter, D.Lgs. 472/1997).

Fonti

  1. Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di bilancio 2023), art. 1, commi 126-147, Normattiva (GU n. 303 del 29 dicembre 2022), consultato il 17 ottobre 2026.
  2. Circolare n. 30/E, Trattamento fiscale delle cripto-attività, Agenzia delle Entrate, 27 ottobre 2023.
  3. TUIR (DPR 917/1986), art. 67, comma 1, lettera c-sexies, Normattiva, testo vigente consultato il 17 ottobre 2026.
  4. TUIR (DPR 917/1986), art. 68, comma 9-bis, Normattiva, testo vigente consultato il 17 ottobre 2026.
  5. Legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, commi 24-29, Normattiva, testo vigente consultato il 17 ottobre 2026.
  6. Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), art. 1, comma 28, Normattiva, consultato il 17 ottobre 2026.
  7. DL 6 dicembre 2011, n. 201, art. 19, commi 18-22, Normattiva, testo vigente consultato il 17 ottobre 2026.
  8. DL 28 giugno 1990, n. 167, art. 4, Normattiva, testo vigente consultato il 17 ottobre 2026.
  9. DL 28 giugno 1990, n. 167, art. 5 (sanzioni), Normattiva, testo vigente consultato il 17 ottobre 2026.
  10. D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 1, Normattiva, testo vigente consultato il 17 ottobre 2026.
  11. D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 13 (ravvedimento), Normattiva, testo vigente consultato il 17 ottobre 2026.
  12. Modello Redditi PF 2026, Fascicolo 2, istruzioni (quadri RT e RW), Agenzia delle Entrate, aggiornamento del 13 maggio 2026.
  13. 730/2026, Chi può presentare il 730, Agenzia delle Entrate, consultato il 17 ottobre 2026.
  14. Risoluzione n. 36/E, codici tributo per le cripto-attività, Agenzia delle Entrate, 26 giugno 2023.
  15. Risposta a interpello n. 508, attività di mining, Agenzia delle Entrate, 12 ottobre 2022.
  16. Interim MiCA register, issuers of e-money tokens, ESMA, consultato il 17 ottobre 2026.
  17. D.Lgs. 1 agosto 2025, n. 123, Testo unico imposta di registro e altri tributi indiretti, art. 168, Normattiva, applicabile dal 1° gennaio 2027.
  18. D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, Testo unico imposte sui redditi, Normattiva (GU n. 152 del 3 luglio 2026), applicabile dal 1° gennaio 2027.
  19. Software tassazione crypto, Finbooks (XBOOKS s.r.l.), consultato il 17 ottobre 2026.
  20. Okipo, home page, Okipo, consultato il 17 ottobre 2026.
  21. Koinly Italia, home page, Koinly, consultato il 17 ottobre 2026.

Frequently asked questions

Devo dichiarare le criptovalute anche se non ho venduto nulla?
Sì. Il Quadro RW va compilato per tutte le cripto-attività detenute nell'anno, anche in assenza di operazioni e anche per quelle cedute prima del 31 dicembre. Sullo stesso valore si calcola l'imposta sul valore delle cripto-attività del 2 per mille, che non si versa se l'importo dovuto non supera 12 euro e non è dovuta se un intermediario italiano ha già applicato l'imposta di bollo. Le plusvalenze (Quadro RT) si dichiarano solo se realizzate.
Le criptovalute in self-custody (Ledger, MetaMask) vanno dichiarate?
Sì. Quadro RW e imposta sul valore delle cripto-attività si applicano indipendentemente dalla modalità di custodia: hardware wallet, wallet software, exchange italiano o estero. Per self-custody ed exchange esteri l'imposta la versi tu con F24 (codice 1727 per il saldo); presso un intermediario italiano che applica l'imposta di bollo, l'imposta sulle cripto-attività non è dovuta e il Quadro RW serve solo al monitoraggio.
Le conversioni tra criptovalute sono tassate in Italia?
Dipende. Lo scambio tra cripto-attività con eguali caratteristiche e funzioni, per esempio bitcoin contro ether, non è fiscalmente rilevante: la cripto ricevuta prende il costo di quella ceduta. È invece tassabile lo scambio tra una criptovaluta e un e-money token (USDC, EURC) o un NFT: la plusvalenza è il valore della cripto ceduta al momento dello scambio meno il suo costo di acquisto (circolare 30/E, paragrafo 3.1). Limitarsi a dichiarare solo le vendite in euro è un errore comune.
Qual è l'aliquota sulle plusvalenze cripto in Italia nel 2026?
Per le plusvalenze e gli altri proventi realizzati dal 1° gennaio 2026 l'aliquota è il 33% (art. 1, comma 24, L. 207/2024); quelli realizzati fino al 31 dicembre 2025, che dichiari nel 2026, restano al 26%. Per i token di moneta elettronica denominati in euro si applica il 26% anche dal 2026 (art. 1, comma 28, L. 199/2025), mentre gli stablecoin in dollari sono al 33%. Dal 2025 non c'è più la franchigia di 2.000 euro.
Come dichiaro i premi da staking ETH ricevuti su Coinbase?
Dal 2023 i premi da staking sono redditi diversi (art. 67, comma 1, lettera c-sexies, TUIR), tassati nell'anno in cui li ricevi sull'importo lordo, compresa la quota trattenuta dalla piattaforma (circolare AdE 30/E del 27 ottobre 2023, paragrafi 2.3.4 e 3.1). Si dichiarano nel Quadro RT, sezione V-A, del Modello Redditi PF insieme alle plusvalenze, con imposta sostitutiva del 26% per il 2025 e del 33% dal 2026. Gli ETH in staking vanno anche indicati nel Quadro RW.
Posso compensare minusvalenze cripto con plusvalenze azionarie?
No. Le minusvalenze da cripto-attività si compensano solo con plusvalenze da altre cripto-attività, dello stesso anno o dei quattro anni successivi. Sono inquadrate come 'redditi diversi' in una categoria separata da quelli azionari e obbligazionari.
Qual è la sanzione se non dichiaro le criptovalute?
Dipende dalla violazione. Omessa compilazione del Quadro RW: dal 3% al 15% degli importi non dichiarati (art. 5, comma 2, DL 167/1990), senza il raddoppio previsto per i paradisi fiscali, oppure 258 euro se la dichiarazione arriva entro 90 giorni. Plusvalenze omesse nel Quadro RT: per le violazioni dal 1° settembre 2024 la dichiarazione infedele costa il 70% della maggiore imposta (minimo 150 euro) e l'omessa dichiarazione il 120% delle imposte dovute (minimo 250 euro). Con il ravvedimento operoso le sanzioni si riducono, finché non ricevi un atto di liquidazione o di accertamento.
Quale software conviene per il calcolo delle tasse cripto in Italia?
Tra i servizi con offerta italiana ci sono Finbooks (ex CryptoBooks), che offre i quadri RW/W, RT/T e RM/M precompilati, Okipo, che indica oltre 80 integrazioni dirette e quadri fiscali precompilati, e Koinly (internazionale), che indica oltre 900 integrazioni e un report per il Modello Redditi PF o il 730. Tutti importano i movimenti da exchange e wallet, per collegamento diretto o file. Per portafogli DeFi complessi conviene comunque la revisione da parte di un commercialista esperto cripto.